venerdì 15 dicembre 2017

Facebook, foto e Biblos

E ora cosa c'entra Biblos con Facebook? Ti starai chiedendo.
Eppure Biblos per Facebook può darti una mano, quando vuoi preparare delle foto da postare. Secondo te io come farei senza Biblos?

Forse pensi che postare foto su Facebook si riduca a scattare una foto usando lo smartphone e a condividerla nel social. Certo, puoi senz'altro farlo, ma qualche volta ti è venuto il dubbio come faccia Facebook a organizzare le foto nelle sue pagine? Sapevi che Facebook consiglia di utilizzare per le foto dimensioni ben precise?

Facebook consiglia di utilizzare foto che hanno dimensioni in pixel prestabilite, anche se alla fine è sufficiente rispettarne solo le proporzioni. Per esempio, per la foto del profilo Facebook consiglia una dimensione di 180x180 pixel, per la foto di copertina una dimensione di 828x315 pixel e per le foto da condividere nei propri post una dimensione di 1200x627 pixel.
Lo so, ora tutto si fa più difficile. Facebook per chi lavora con esso non è più un gioco, ma è a punto un lavoro con delle regole da seguire e delle strategie da adottare.

L'ambiente di grafica tattile di Biblos ti consente con discreta facilità di preparare le foto per il tuo profilo o per la tua pagina social. Io personalmente utilizzo Biblos anche per lavorare nella mia pagina Facebook. No, non intendo la pagina di Biblos, che curo marginalmente, ma parlo della pagina del Giardino Dei Limoni, con cui sto conoscendo da vicino il lavoro che fa un social media manager.

Ogni giorno preparo una o più foto da condividere nella Pagina. Per il materiale di base, cioè le foto, ho acquistato una fotocamera di discreta qualità, con cui andiamo a scattare foto e girare video nel nostro fondo agricolo. No, non sono io a scattare le foto, magari utilizzando il terzo occhio o il cuore. A scattare è mio fratello, dietro mie indicazioni, anche se a volte qualche foto storta la faccio pure io. Successivamente svolgo il lavoro di post-produzione tutto qui, nella mia postazione di lavoro, assumendo un ruolo attivo, perché mi occupo del ritaglio, della scelta dei testi e della pubblicazione.

Non sto minimamente dicendoti che puoi controllare il contenuto delle tue foto. Sto semplicemente parlandoti di come ritagliare le tue fotografie al fine di averle delle dimensioni consigliate da Facebook. Se sei non-vedente, per scegliere cosa ritagliare, hai sempre bisogno dell'aiuto di un'altra persona che veda lo schermo, che magari non sa utilizzare i programmi di grafica.

Segui attentamente questo esempio e poi potrai ritagliare da solo tutte le foto che vuoi.

  1. Hai un file JPG contenente la foto da ritagliare. La foto è in landscape, cioè con la parte orizzontale più lunga. Il file ha il nome di FOTO.JPG. Metti il file dentro una cartella che crei appositamente;
  2. Apri l'ambiente di Grafica tattile di Biblos e salva subito il progetto BTACTILE nella cartella insieme al file FOTO.JPG;
  3. Nella prima linea del progetto scrivi:
    OpenPicture("foto.jpg")
    Questa istruzione apre la foto e la mostra nel riquadro a sinistra. Ora le dimensioni del grafico sono quelle della foto;
  4. Come seconda riga scrivi questo:
    r = width / height
    Nella variabile R viene memorizzato un fattore che ci serve per calcolare la giusta proporzione della dimensione verticale della foto;
  5. Ora ridimensioniamo la foto con questa istruzione:
    GraphicSize(1200, 1200/r,1)
    L'istruzione ridimensiona la foto a 1200 pixel orizzontali, mantenendo in verticale le proporzioni originali;
  6. È arrivato il momento di utilizzare l'istruzione di ritaglio:
    GraphicCrop(0, 0, 1200,627)
    L'istruzione ritaglia la foto mantenendo in orizzontale l'intera larghezza e in verticale solo 627 pixel. Se la foto in verticale è più estesa di 627 pixel, dovresti scegliere la posizione Y di partenza (il secondo parametro dell'istruzione);
  7. Ora è arrivato il momento di salvare la foto ritagliata:
    SavePicture("foto2.jpg")
    L'istruzione salva la foto ritagliata, che ha esattamente la dimensione di 1200x627 pixel, come vuole Facebook.

Il piccolo listato per intero è questo di seguito:
OpenPicture("foto.jpg")
r = width / height
GraphicSize(1200, 1200/r,1)
GraphicCrop(0, 0, 1200,627)
SavePicture("foto2.jpg")

Utilizzando il comando di renderizzazione, in pochi istanti il file FOTO.JPG verrà caricato, la foto sarà ritagliata e salvata nel file FOTO2.JPG. Questo file sarà quello da postare su Facebook.
Il progetto BTACTILE potrà essere riutilizzato anche con altre foto.
Troppo difficile? Procedura troppo lunga da fare, anche se dura qualche secondo? Se utilizzi Facebook per promuovere la tua attività o i tuoi interessi, dovrebbe essere per te un dovere impegnare qualche secondo in più per curare ciò che posti nella tua pagina.

Se vuoi approfondire queste tecniche di manipolazione delle foto con Biblos, puoi iscriverti nel Gruppo di Biblos su Facebook.

venerdì 8 dicembre 2017

Segnalibri e Biblos: è così facile?

Stai cercando un software che ti faciliti la lettura e scrittura dei documenti. Vorresti qualcosa che non ti facesse perdere il punto di lettura o scrittura, e secondo me ora l'hai trovato. Cosa devi fare per avere degli utili segnalibri? Niente, non devi fare niente. Qui ti spiego perché.

Biblos possiede un sistema di segnalibri molto efficace. Puoi avvalerti di segnalibri automatici, semiautomatici e manuali. Queste tre tipologie di segnalibro sono molto facili da utilizzare: vediamoli insieme.

I segnalibri automatici sono la funzionalità più immediata che possa esserci. Praticamente tu non devi fare assolutamente niente, a parte leggere o scrivere un documento con Biblos. Quindi puoi aprire qualsiasi documento, leggerlo, chiuderlo e, alla nuova riapertura, ti troverai nel punto esatto dove avevi lasciato. Biblos per tenere traccia dei segnalibri si avvale delle proprie configurazioni, pertanto se dovessi aprire il documento in un altro Biblos i tuoi segnalibri automatici non ci sarebbero. Al documento non viene assolutamente aggiunto nulla.
Naturalmente c'è l'opzione che disattiva questa funzionalità. Se vai in Strumenti/Opzioni... nella scheda Generale trovi Aggiungi automaticamente i segnalibri. Ricorda anche che un segnalibro automatico ha la durata di sei mesi. Se in quel lasso di tempo non riapri il documento che lo ha generato, il segnalibro automatico viene rimosso.

Il segnalibro semiautomatico si ha quando si salva un file EBIBLOS. Non bisogna fare altro che salvare il file e alla successiva riapertura il cursore sarà sulla posizione salvata. Questo segnalibro è semplice e immediato da utilizzare, più utile per i documenti in scrittura. Tuttavia se si sta leggendo un documento, è più utile affidarsi al segnalibro automatico descritto prima, poiché il salvataggio di un documento implica sempre la riscrittura del file, superflua in questo caso. Il vantaggio di questo segnalibro è che la posizione viene mantenuta in qualsiasi Biblos, perché il dato utile a ricordare la posizione è registrato nel file del documento.

L'ultimo tipo è il segnalibro manuale. Diversamente dai segnalibri precedenti, il segnalibro manuale è un elemento di videoscrittura, quindi va a inserirsi nella struttura del documento. I segnalibri di questo tipo si gestiscono da Inserisci/Segnalibri. Di questi segnalibri il documento può averne più d'uno.
Un segnalibro può avere un'etichetta. L'etichetta si inserisce quando si aggiunge il segnalibro. Per muoversi tra i segnalibri si utilizzano i relativi comandi di movimento. Invece per avere l'elenco di tutti i segnalibri presenti nel documento si utilizza la finestra di personalizzazione.
Essendo un elemento di videoscrittura, questo tipo di segnalibro viene salvato insieme al documento. I formati che supportano il segnalibro sono quelli propri del word processing: EBIBLOS, RTF, DOC ecc..
I segnalibri possono essere stampati in braille. Nelle Impostazioni braille si può scegliere se e come stampare i segnalibri di un documento.

Questo praticamente è tutto, ma poi sai meglio di me che non lo è veramente. Se vuoi iscriviti nel Gruppo di Biblos su Facebook, dove ti darò tutto il necessario supporto tecnico e potremo parlare più ampiamente di questo argomento.

venerdì 1 dicembre 2017

Intervista a Pedro Zurita

Oggi voliamo a Madrid e andiamo a trovare Pedro Zurita, traduttore ufficiale dell'interfaccia spagnola di Biblos. Pedro Zurita in passato è stato segretario generale della World Blind Union (WBU) e penso che oggi sia la Persona che più di tutte ha saputo unire armoniosamente l'utilizzo del braille e delle nuove tecnologie.

1.
D: Chi è Pedro Zurita? Qual è stata la tua educazione e formazione giovanile che ti ha consentito di essere oggi un autorevole e stimato cittadino del mondo?
R: Sono nato in un piccolo paese di duecento abitanti delle Asturie, regione del Nord della Spagna. Sono nato con un glaucoma congenito. Siccome mio padre era il maestro del paese, malgrado il mio problema visivo, mi ha insegnato a leggere e scrivere quando ero molto piccolo. A dieci anni vedevo pochissimo e l'oftalmologo ha consigliato ai miei genitori di portarmi a Pontevedra, a nordovest della Spagna, in una scuola speciale per ciechi dell'ONCE. Dopo tre mesi in questa scuola ho perso completamente la vista. Nel primo anno di scuola, data la mia istruzione, mi hanno convalidato quattro anni. A undici anni ho incominciato a imparare la lingua francese e ho subito scoperto che l'apprendimento delle lingue straniere era per me una vera passione. Dopo tre anni nella scuola di Pontevedra, sono stato trasferito alla scuola speciale di Madrid per seguire l'insegnamento secondario. Prima di andare all'Università conoscevo già francese, inglese, tedesco, italiano, russo ed esperanto. A Madrid, in una nuova università, mi sono laureato in Filologia Spagnola.

2.
D: Pedro Zurita è una persona che parla molte lingue e ha viaggiato per tutto il pianeta. Ci racconti del tuo amore per la conoscenza delle lingue e come questo tuo talento ti abbia consentito di allacciare rapporti professionali e umani con tante persone di tutto il mondo?
R: La conoscenza delle lingue ha avuto un ruolo essenziale nella mia vita professionale. Quando avevo sedici anni ho trascorso due mesi in Francia, in un campo scuola per giovani ciechi; successivamente ho trascorso le estati presso alcune università o scuole di lingue negli Stati Uniti, in Inghilterra, in Germania, in Austria e in Russia. La mia personalità si è aperta grazie al contatto con tante persone di ambienti diversi. Il poter comunicare direttamente con loro è stato un aspetto importante per far crescere le mie esperienze. Mi sono impegnato ad apprendere il più possibile da paesi e culture. Le persone dell'Armenia, ad esempio, si rallegravano quando si accorgevano che le realtà brillanti e tragiche di questo popolo millenario non mi erano estranee.

3.
D: Dal 1986 al 2000 sei stato Segretario Generale della World Blind Union (Unione Mondiale dei Ciechi). Ci parli di quegli anni? Durante la tua attività hai scritto anche una lettera a Louis Braille che ha avuto molto risalto. Cos'è il braille per te?
R: Anche prima di essere eletto segretario generale della WBU, sono stato impegnato nel lavoro internazionale a favore di una vera inclusione sociale delle persone cieche e ipovedenti. Nei miei viaggi all'estero ho avuto interazioni cordiali con tutti, sia in paesi sviluppati che in via di sviluppo, da persone alla pari. Alla scuola speciale ho subito imparato a leggere e scrivere in braille, scoprendo che il braille mi apriva orizzonti infiniti. Da adolescente ho copiato tanti libri braille con una tavoletta e un punteruolo. Quando ho preso conoscenza delle nuove tecnologie ho sempre pensato che il braille doveva avere con esse un rapporto armonico. Pur servendomi quotidianamente del computer e pur ascoltando alcuni audiolibri, continuo ogni giorno a leggere tante pagine in braille cartaceo ed elettronico. Mi sento fortunato di avere a casa tanti strumenti che rendono il mio accesso alla lettura molto facile.

4.
D: Pur essendo una personalità di spicco nel mondo dei non vedenti, sei rimasto una persona umile, il che non è mai scontato. Nel 2007 hai contattato Giuseppe Di Grande, e da lì è nata la vostra amicizia. Hai visto nascere il braille in Biblos. Cosa ti ha colpito di Biblos? In cosa ti agevola? Perché sostieni Biblos tanto da supportarlo diventando il traduttore ufficiale dell'interfaccia spagnola?
R: Giuseppe Di Grande come persona e il suo Biblos come ausilio informatico sono per me dei tesori di pregio. Da alcuni anni utilizzo Biblos per stampare libri ed articoli in braille cartaceo. negli ultimi mesi Biblos mi aiuta ottimamente ad usare per la lettura in braille elettronico un nuovo strumento: Orbit Reader 20 (uno strumento che a buon prezzo mi consente di avere in una scheda SD tanti documenti in braille). Col mio incoraggiamento e a volte col mio aiuto, Giuseppe di Grande ha dotato Biblos di diverse tabelle braille. Biblos per me è potente e accessibile, e allo stesso tempo è semplice da utilizzare. Mi ha dato tanto che per me è un privilegio collaborare a questo progetto, mettendo a disposizione le mie conoscenze linguistiche e la mia esperienza con le tabelle braille di altre lingue.

5.
D: Pedro Zurita è un uomo che dialoga ogni giorno con persone di tutto il mondo, quasi fosse un catalizzatore capace di tirare fuori dalla gente il meglio delle loro risorse. Quali sono i tuoi impegni per il prossimo futuro? Avendo conosciuto e incontrando molti ciechi, quali sono i due episodi che non dimenticherai mai, in cui hai toccato con mano la miseria più triste e la ricchezza più forte? Hai un messaggio da donare ai giovani ciechi per i quali sei un modello da seguire?
R: Sono convinto che quello che so e posso fare devo condividerlo generosamente con gli altri. Oggi non ho alcun incarico nazionale o internazionale, ma sono sempre disponibile per collaborare per cause nobili. Cerco di instaurare rapporti efficaci con le persone e aziende che si pongono lo scopo di produrre tecnologie per il braille alla portata di tutti. Vent'anni fà ho conosciuto a Madrid la direttrice di un servizio di pasti a domicilio. Quando lei ha saputo che io non ci vedevo, ha subito voluto rendermi accessibile l'identificazione dei piatti. Dopo un primo tentativo poco soddisfacente ha accettato di predisporre per ogni piatto delle etichette realizzate con una piccola tavoletta braille. Sono stato decisamente combattivo, quando ho trovato dirigenti di organizzazioni per ciechi che limitavano l'autonomia dei bambini o degli adulti ciechi e ipovedenti a loro affidati. Nel 2003 ero in India e avevano organizzato degli incontri con giovani ciechi che studiavano in scuole secondarie di Delhi. Alla fine della mia introduzione una ragazza mi ha domandato cosa dovevano fare per diventare come me. Ho risposto con molta sincerità che non era necessario che mi imitassero, ma era più utile che cercassero di sviluppare al massimo le loro capacità e interessi. Nel 2000 un signore della Costa d'Avorio, un paese dell'Africa occidentale, mi ha scritto chiedendomi supporto per portare avanti alcuni suoi progietti. Lui si ricordava di me da quando io avevo visitato la scuola per ciechi di Abidjan, la capitale del suo paese. Gli ho risposto che non avevo più accesso a risorse economiche. Allora lui mi ha risposto condividendo con me un proverbio africano che vorrei fosse utilizzato come chiave di lettura di questa intervista: "Colui che batte il Tam Tam non è consapevole di dove arriverà il suo suono".

Grazie a Pedro Zurita per avermi dato questo piccolo racconto di vita sotto forma di intervista: è un onore averti come collaboratore di Biblos e come amico.
Per seguire Biblos, per scrivermi, per domande, puoi iscriverti nel Gruppo di Biblos su Facebook.

venerdì 24 novembre 2017

Come inserire immagini nei documenti elettronici

Le immagini sono sempre un aspetto delicato da trattare, soprattutto se si devono dare spiegazioni utili anche a chi è cieco. In qualche modo, grazie a Biblos, cercherò di servirti immagini facili da gestire.

Come probabilmente già sai, Biblos ti permette di gestire e inserire immagini. In questo articolo non ti parlerò dell'ambiente di grafica tattile, dove potresti veramente sbizzarrirti grazie al linguaggio di grafica, ma ti mostrerò cosa c'è dentro il menù Inserisci/Immagini.

Fissiamo il primo punto: è possibile inserire immagini nei documenti di Biblos da file, da scanner e da webcam. Queste tre scelte ti aprono innumerevoli possibilità per aggiungere immagini ai tuoi documenti elettronici.

Inserire immagini da file è alquanto semplice e ti consente di utilizzare i file di immagine presenti nel tuo computer.

  1. Vai su Inserisci/Immagini/Da file...
  2. Si apre una finestra da cui scegli l'immagine da inserire. I formati ammessi sono diversi, puoi scorrerli dalla casella Tipo file;
  3. Scelta l'immagine clicca il pulsante Apri ed essa viene subito inserita nel documento.

Inserire l'immagine utilizzando lo scanner è altrettanto semplice da fare. Naturalmente devi avere uno scanner e devi averlo preventivamente installato e configurato. Come configurare lo scanner te l'ho già spiegato nell'articolo del 21 luglio 2017.

  1. Accendi lo scanner, apri Biblos e vai su Inserisci/Immagini/Da scanner...
  2. Metti il foglio o la foto da scandire sullo scanner e clicca il pulsante Acquisisci;
  3. Dopo la scansione nella finestra viene mostrata l'immagine acuisita. Se l'immagine è vuota Biblos ti avverte;
  4. Nella barra di stato in fondo alla finestra ci sono alcune informazioni, che, se sei non vedente, possono esserti utili per capire quanto densa di punti sia l'immagine;
  5. Se l'immagine ti va bene clicca il pulsante Inserisci e questa viene immediatamente inserita nel documento.

La terza modalità è quella di inserire un'immagine da webcam. Sono sicuro che stai pensando già a farti un selfie. La webcam non ti garantisce chissà che qualità di immagine, ma all'occorrenza può sempre esserti utile.

  1. Vai su Inserisci/Immagine/Da webcam...
  2. Clicca il pulsante Avvia e la webcam inizia a catturare immagini, cioè a riprendere quello che gli sta di fronte... probabilmente riprende te stesso;
  3. Quando ritieni che l'immagine sia adeguata, puoi fare un fermo immagine cliccando il pulsante Ferma;
  4. Per inserire l'immagine nel documento clicca il pulsante Inserisci.

C'è anche un altro modo di inserire immagini nei documenti: il copiaincolla. è sufficiente copiare il file dell'immagine e incollarlo nel documento di Biblos. In questo caso è probabile che le dimensioni dell'immagine eccedano l'area del documento. Per ridimensionare l'immagine ci sono due modi:

  1. Utilizzando le proprietà dell'immagine ci sono varie schede, tra cui la scheda delle dimensioni. Questa finestra è utilizzabile da tutti, vedenti e non vedenti;
  2. Col mouse, ma l'informazione è da verificare perché non sono proprio sicuro. Trascinando i bordi dell'immagine si dovrebbe poterla ridimensionare. Se utilizzi il mouse potresti magari commentare questo articolo e dirmi cosa succede quando accosti la freccia del mouse ai bordi dell'immagine.

Le proprietà contengono delle opzioni molto interessanti, per variare aspetto e dimensioni dell'immagine e anche per configurare alcune impostazioni per la stampa tattile.
Nel menù sono presenti anche altri comandi, come il salvataggio e la stampa di una singola immagine del documento.

Sono consapevole che in questo articolo ho appena iniziato a descrivere la gestione delle immagini. Prossimamente tratterò una singola funzionalità per volta e, se necessario, descriverò in dettaglio come utilizzarla. Nell'attesa puoi sempre iscriverti nel Gruppo di Biblos su Facebook, dove potremo scambiarci tutte le informazioni che vuoi.

venerdì 17 novembre 2017

Documenti elettronici e informazioni del testo

Quante volte hai avuto la curiosità di sapere quante parole contiene un documento e sei andato alla ricerca di una finestra che potesse fornirti questa informazione? Biblos possiede uno strumento molto efficace che ti mostra le informazioni di un documento elettronico.

A cosa serve contare le parole? Magari stai per partecipare a un concorso letterario e ti serve scrivere un racconto che rientri in un intervallo ben preciso di parole. Forse stai scrivendo un romanzo e ti serve sapere di quante cartelle o di quante parole è formato. Scrivi per un blog e hai bisogno di scrivere articoli intorno a 3000 caratteri, o 500 parole, o vuoi sapere che indice di leggibilità ha il tuo articolo. Lo so, il paniere delle possibilità comincia a farsi sempre più interessante.

Apri Biblos e carica un documento. Vai nel menù Strumenti/Informazioni/In generale... In pochi secondi viene fuori una finestra con varie informazioni. Le voci dipendono dal documento caricato. Per esempio, alcune di queste sono:

  • Caratteri: il numero di caratteri nel documento;
  • Senza spazi: il numero di caratteri esclusi gli spazi;
  • Spazi: gli spazi nel documento;
  • Lettere: le lettere contenute nel documento;
  • Maiuscole: le lettere maiuscole nel documento;
  • Minuscole: le lettere minuscole nel documento;
  • Consonanti: il numero di consonanti utilizzate;
  • Vocali: il numero di vocali utilizzate;
  • Numeri: il numero di caratteri numerici;
  • Punteggiatura: il numero di caratteri di punteggiatura;
  • Parole: il numero di parole contenute nel documento;
  • Cartelle: il numero di cartelle che il documento genera (una cartella equivale a 1800 caratteri);
  • Righe: di quante righe è formato il documento;
  • Paragrafi: di quanti paragrafi è formato il documento;
  • Pagine: quante pagine a stampa crea il documento;
  • Indice GULPEASE: l'indice di leggibilità del documento.

Ho omesso diverse altre voci, come immagini, tabulazioni, tabelle, note e così via. La finestra delle Informazioni dà un quadro generale di quali elementi e caratteri sono presenti in un documento elettronico. Le voci appena elencate credo siano autoesplicative. Mi soffermo un attimo sull'ultima, quella chiamata Indice GULPEASE.

L'Indice Gulpease è un indice di leggibilità di un testo tarato sulla lingua italiana. È stato definito dal Gruppo Universitario Linguistico Pedagogico presso il Seminario di Scienze dell'Educazione dell'Università degli studi di Roma "La Sapienza". L'algoritmo GULPEASE si basa sul conteggio della lunghezza dei paragrafi e delle parole, al fine di ricavarne un valore percentuale che indica il grado di leggibilità di un testo. I risultati sono compresi tra 0 e 100, dove il valore "100" indica la leggibilità più alta e "0" la leggibilità più bassa. In generale risulta che testi con un indice inferiore a 80 sono difficili da leggere per chi ha la licenza elementare; inferiore a 60 sono difficili da leggere per chi ha la licenza media; inferiore a 40 sono difficili da leggere per chi ha un diploma superiore. (Info tratte da Wikipedia e riformulate)

Il sottomenù Informazioni contiene anche altri strumenti, alcuni molto utili anche per la correzione dei documenti. Di questi strumenti ne scriverò in un prossimo articolo. Per ora è tutto. Per ulteriori delucidazioni puoi iscriverti o scrivermi nel Gruppo di Biblos su Facebook.

venerdì 10 novembre 2017

Stampare in braille testi a più lingue

Tu che prepari o stampi documenti in braille sono sicuro che sei arrivato o arriverai a sentire l'esigenza di stampare in braille testi a più lingue. Biblos ti aiuta molto in questo e qui ti spiego come si fa.

Quando ti parlo di lingue intendo accennarti alle codifiche braille dei caratteri utilizzate per altre lingue, anche quelle tecniche. Giuro che parolone come codifica non le uso più, è stato più forte di me. Per lingue tecniche intendo anche la matematica, e sono sicuro che ora ti si sta illuminando qualche lampadina. Infatti quando hai necessità di stampare libri braille con parti in italiano e altre in matematica, hai per forza bisogno della caratteristica di Biblos che sto per spiegarti: i Contesti braille.

Se hai esplorato i menù di Biblos hai sicuramente notato la voce Contesti braille. Nel menù Inserisci trovi tutti gli elementi di videoscrittura inseribili nel documento. Contesti braille contiene la gestione di questi particolari elementi, che indicano al processo di stampa braille con quale tabella stampare una parte di testo. Ti faccio subito un esempio pratico.

Mettiamo il caso che hai un documento di matematica contenente parti letterarie, testo scritto in italiano, e parti in matematica. Individua tutte le parti in matematica e per ognuna:

  1. seleziona la parte interessata;
  2. vai su menù Inserisci/Contesti braille/Aggiungi contesto...
  3. scegli la tabella Matematica italiana;
  4. clicca su Ok.

Noti che ora all'inizio e alla fine della parte che avevi selezionato appaiono due simboli grafici. Quei simboli indicano che dal simbolo in poi il contesto di stampa braille è cambiato.

Dopo aver fatto questo lavoro per ogni parte in matematica, puoi stampare il tuo documento. Quindi vai su Stampa braille e come Tabella predefinita di stampa scegli Biblos. Questo indica a Biblos che le parti di testo non contestualizzate verranno preparate con la tabella Biblos, cioè per l'italiano, mentre le parti contestualizzate saranno preparate con la tabella di matematica.

Utilizzare i contesti braille vale per tutte quelle situazioni in cui è necessario avere più tabelle di stampa braille. Il trucchetto è quello di individuare qual è la parte di testo più ampia, lasciarla inalterata e contestualizzare tutte le altre con le tabelle specifiche. Vale per i testi di matematica, vale per i testi di greco antico, vale per qualsiasi ambito in cui la stampa braille deve utilizzare più tabelle.

Considera sempre che il cambio di contesto implica anche un cambio di codice braille. Per il nostro esempio, chi leggerà il braille che stampi dovrà conoscere sia il braille letterario che il braille matematico. Su questa scia ti stai probabilmente chiedendo se sia utile utilizzare più tabelle per stampare testi a più lingue, tipo italiano inglese, italiano francese ecc.. Dipende sempre da chi legge. Se stampi per uno studente molto probabilmente non sarà necessario contestualizzare, altrimenti lo studente dovrebbe conoscere anche il codice braille della lingua che utilizzi, il che non accade quasi mai. Quando stampi un documento a più lingue (letterarie), stampalo solo utilizzando la tabella Biblos, quella per l'italiano. Chi leggerà in braille troverà normalmente tutto il testo, in italiano e in lingua, e lo leggerà utilizzando un solo codice braille, quello che conosce.
Discorso diverso se stampi un libro con parti in italiano e altre in greco antico. Tu sei obbligato a contestualizzare le parti in greco e lo studente, probabilmente iscritto a un liceo classico, deve necessariamente imparare la codifica braille per il greco antico. Se sei un tiflologo o un insegnante di sostegno ne avrai avuto già esperienza.

Come hai potuto notare dalla finestra per aggiungere un Contesto, ci sarebbero altre cose da dirti, ma in questo caso è più utile personalizzare le informazioni attraverso le domande che potrai farmi direttamente nel Gruppo di Biblos su Facebook. Iscriviti anche tu e parliamo di tutto quello che vorrai chiedermi.

venerdì 3 novembre 2017

Spaziature, un modo per rendere i documenti più leggibili

L'aspetto dei documenti non è mai un fattore da sottovalutare, quando si redige un lavoro da presentare ad altri. Ho già scritto di ancore per il tatto e per la vista, in cui ho accennato alle spaziature. Qui ti spiego in dettaglio cosa sono e come utilizzarle.

Ti sei mai chiesto come io scriva gli articoli per questo blog? Quali siano le fasi con cui porto un articolo alla pubblicazione finale?

  1. Scelgo l'argomento da trattare;
  2. Scelgo i punti da sviluppare e il loro ordine;
  3. Scrivo i punti scelti;
  4. Leggo e correggo, integro o taglio;
  5. Sistemo l'aspetto e l'impaginazione dellarticolo.

Proprio all'ultimo punto entrano in gioco le spaziature. Dopo aver scritto l'articolo, averlo letto, riletto e corretto, posso concentrarmi sull'aspetto che avrà. Per il web, per come scrivo gli articoli, è un inserimento manuale di vari tag. Invece, quando redigo un documento da stampare su carta o da inviare per posta elettronica, entrano in gioco gli strumenti del mio word processor preferito: Biblos.

Cos'è la spaziatura e quanti tipi di spaziatura abbiamo?

Molto genericamente: la Spaziatura è l'inserimento di spazi, più o meno ampi, tra un elemento e l'altro. Con parole diverse: la Spaziatura è la distanza che c'è tra due elementi adiacenti.

Abbiamo due tipi di spaziatura: verticale, tra le righe del testo; orizzontale, tra un carattere e l'altro.

Qual è l'errore presente in molti documenti?
La maggior parte delle persone distanzia gli elementi di un testo utilizzando gli spazi. Perché? Semplice: la barra spaziatrice è là, disponibile, accessibile, premendola produce un effetto immediatamente visibile a schermo, quindi è facile azionarla. Infatti, gli spazi, anche superflui, vengono inseriti ovunque: tra un carattere e l'altro, tra un paragrafo e l'altro, tra le sezioni, tra i titoli, ecc.. Gli spazi però hanno una controindicazione, legata al tipo di carattere utilizzato: la dimensione. La dimensione che occupa uno spazio, in orizzontale e in verticale, dipende dalla dimensione in punti del tipo di carattere che si utilizza. Se volessi allontanare un paragrafo dall'altro di 2 centimetri, aggiungendo due linee vuote, linee di spaziatura, magari otterrei intorno a due centimetri di spazio; cambiando il tipo e la dimensione del carattere quello spazio si ridurrebbe o si amplierebbe, seguendo la dimensione del carattere utilizzato.
L'effetto voluto da chi redige è quello di adattare lo spazio alla dimensione del carattere? Se si vuole questo allora va bene, altrimenti bisogna utilizzare propriamente gli strumenti di spaziatura.
Il problema è ancora più evidente quando si aggiungono spazi in orizzontale (di questo problema di spaziatura ne ho già scritto in qualche articolo precedente). L'effetto finale dell'abuso di spazi - gli spazi si utilizzano singolarmente tra una parola e l'altra - è la perdita di impaginazione dei documenti, che possono apparire corretti nel computer di chi li redige, ma avere un aspetto bizzarro in altri computer in cui sono visualizzati o stampati.

La spaziatura orizzontale dei caratteri si imposta dalla finestra del tipo di carattere, dal menù Formato/Carattere.... È disponibile il campo Spaziatura che consente di aggiungere più spazio tra un carattere e l'altro. Non si tratta di caratteri aggiuntivi, infatti nel documento materialmente non sono aggiunti caratteri extra. Si tratta di personalizzazioni allo stile del carattere, stili modificabili a proprio piacere. Il valore del campo è espresso inizialmente in millimetri. Se occorre si può cambiare unità di misura, cliccando col tasto destro del mouse e scegliendone un'altra tra quelle disponibili. La spaziatura orizzontale viene presa in considerazione anche quando si stampa un documento in braille. Se si aggiunge spazio sufficiente a coprire la dimensione di una cella braille, tra una cella braille e l'altra saranno aggiunti tanti spazi quant'è la spaziatura scelta.

Visivamente la spaziatura è utile per attrarre l'occhio su una parola, una frase, un titolo. È un'ancora che chiede all'occhio di chi legge di porre più attenzione su una parte di testo. Si dovrebbe utilizzare con parsimonia, soprattutto in presenza di testi troppo pieni di ancore, come cambi di stile dei caratteri, di dimensioni, di altri elementi di distinzione. Redigere documenti dall'aspetto sobrio fa guadagnare sempre l'attenzione di chi li dovrà leggere.

La spaziatura verticale invece interessa lo spazio tra le righe e gli elementi del documento. La spaziatura in questo caso si gestisce dal menù Formato/Paragrafo...

Abbiamo tre tipi di spaziatura; qui di seguito cerco di spiegarle.

L'Interlinea è lo spazio che c'è tra le linee di un paragrafo. Un paragrafo è una linea di testo che termina con un ritorno a capo. Il testo può estendersi su più linee, a seconda della sua lunghezza, della larghezza dell'area di visualizzazione o di stampa, della dimensione del carattere ecc.. L'interlinea regola la distanza tra le linee dello stesso paragrafo, allontanandole o avvicinandole. Viene espressa in percentuale, dove la percentuale è in riferimento alla dimensione del carattere utilizzato. Per esempio, l'interlinea al 100% è praticamente nulla, in perfetto equilibrio, né aggiunge né toglie spazio; al 200% distanzia le linee esattamente dell'altezza del carattere utilizzato; al 50% invece fa un pasticcio accavallando le linee.
Ci sarebbe un metodo più informatico con cui spiegare l'interlinea, ma vuoi complicarti la vita insieme a me? Passiamo oltre.

Lo Spazio prima invece interessa la distanza tra il paragrafo e quello che lo precede. Stavolta è un valore espresso in centimetri, millimetri, insomma secondo l'unità di misura che vuoi. È esattamente come se tu mettessi dei ritorni a capo tra un paragrafo e l'altro, la situazione che ho descritto sopra. La differenza sta nel fatto che se imposti due centimetri di distanza tra la prima linea del paragrafo e quello che lo precede, resteranno sempre due centimetri, anche variando la dimensione del carattere.

Lo Spazio dopo è simile allo Spazio prima. Anziché distanziare un paragrafo in alto, lo distanzia in basso, quindi dal paragrafo che segue. Naturalmente possono essere utilizzati entrambi. L'effetto lo regoli tu, secondo cosa vuoi ottenere.

Neanche a dirlo, tutt'e tre queste spaziature sono considerate anche quando si stampa un documento in braille. Per gli Spazi prima e dopo l'unità di misura dispone anche di quella braille, sceglibile come tutti gli altri campi di Biblos coinvolti nella stampa in braille. Per l'Interlinea invece viene utilizzata una progressione percentuale: al 100% non viene aggiunta alcuna linea; al 200% viene aggiunta una linea vuota; al 300% vengono aggiunte due linee vuote e così via.

A questo punto potresti chiedermi: in che modo devo utilizzare questi tre tipi di spaziatura verticale?

Secondo me conosci già la risposta. Utilizzi la spaziatura senza esagerare, creando delle ancore per gli occhi che leggono. Ricorda sempre che una parte di testo è messa in risalto quando si differenzia da tutto il resto del documento. Se usi la spaziatura ovunque, servirà solo a rendere l'aspetto del documento più arioso, e probabilmente anche più pesante da leggere. Se la utilizzi nei punti giusti, per esempio aumentando un pochino l'interlinea in un solo paragrafo di particolare rilevanza, potresti catturare l'attenzione del tuo lettore.

Credo di averti dato sufficienti informazioni per spingerti a provare. Se vuoi ulteriori consigli, puoi sempre iscriverti nel Gruppo di Biblos su Facebook.